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VINCONO PDL E LEGA, LAZIO E PIEMONTE AL CENTRODESTRA
Il governo non e' penalizzato dalla crisi economica, come invece e' avvenuto nelle recenti elezioni regionali in Francia. Se ci fossero alle porte elezioni politiche, Pdl e Lega le tornerebbero a vincere senza eccessivi affanni come e' avvenuto nel 2008. Anzi il centrodestra espande la sua presa elettorale, come dimostrano i successi al fotofinish in Piemonte e Lazio e quelli al sud in Campania e Calabria mentre Veneto e Lombardia si confermano regioni dove l'accordo Pdl-Lega non e' scalfito dal centrosinistra.
Rispetto all'esito delle elezioni regionali del 2005, 11 regioni governate dal centrosinistra e 2 dal centrodestra, si passa a un 7 a 6. Le coalizioni di centrosinistra guidate dal Pd si confermano al governo di Puglia, Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Marche, Basilicata e Liguria.
La crescita del 7 per cento dell'astensionismo, secondo le prime analisi, si sarebbe inoltre distribuita in modo trasversale a destra e a sinistra smentendo la previsione che a essere penalizzato sarebbe stato il centrodestra. Il dato definitivo fornito dal Viminale fissa i partecipanti al voto al 64,22% rispetto al 72,01% del 2005: il che costituisce un record negativo nella storia elettorale dell'Italia del dopoguerra. Un terzo degli aventi diritto al voto non ha partecipato alle elezioni.
Interessanti sono anche i dati che riguardano le percentuali ottenute dai partiti. La Lega cresce in Veneto, Lombardia, Piemonte e si attesta intorno al 13% su scala nazionale. In Piemonte il Carroccio sale al 15%, in Veneto si attesta al 37% e in Lombardia al 26%. Il sorpasso sul Pdl avviene solo in Veneto, dove il partito di Silvio Berlusconi si ferma al 22%.
Il Pdl si attesterebbe intorno al 26,7% come media nazionale, quindi sarebbe in calo rispetto al 32% delle europee del 2009 e al 33% delle politiche del 2008. Il Pd si ferma invece al 26% rispetto al 26,6% delle europee e al 34% delle politiche.
L'Idv si attesta al 6,9% (7,8% alle europee e 4,3% alle politiche), mentre l'Udc si ferma al 5,8% (contro il 6,2% alle europee il 5,3% alle politiche).
A dominare l'attenzione della nottata di ieri sono stati i testa a testa nel Lazio e in Piemonte. Renata Polverini del centrodestra vince con il 50,49% dei voti contro il 49,04% di Emma Bonino del centrosinistra, rovesciando nel finale la tendenza che aveva dato in testa la Bonino. Qui bisogna pure ricordare che nella provincia di Roma non era presente il simbolo del Pdl per gli errori compiuti dal partito nel presentarla in tribunale e poi il respingimento di tutti i ricorsi. In Piemonte, il leghista Roberto Cota vince con il 47,36%, mentre la presidente uscente Mercedes Bresso si ferma al 46,88%. Quest'ultima ha gia' chiesto il riconteggio dei voti.
In Puglia c'e' la conferma del governatore uscente Nichi Vendola del centrosinistra con il 49% su Rocco Palese del Pdl (42%), mentre in Calabria Giuseppe Scopelliti del centrodestra con il 59% batte Agazio Loiero, governatore uscente del centrosinistra (31%).
In Campania Stefano Caldoro con il 54% si impone nettamente su Vincenzo De Luca del Pd (43%). Roberto Formigoni (Pdl) si conferma poi presidente della Lombardia con il 56% battendo Filippo Penati del Pd (33%). Luca Zaia (Lega) stravince in Veneto con il 60% (Giuseppe Bortolussi del centrosinistra si ferma al 29%). In Emilia Romagna si conferma Vasco Errani del Pd. Il centrosinistra si conferma pure con Enrico Rossi in Toscana con il 60% (Monica Faenzi del Pdl si ferma al 34%) e Catiuscia Marini in Umbria (57% contro il 38% di Fiammetta Modena).
In Liguria il governatore uscente di centrosinistra Claudio Burlando si impone con il 52% su Sandro Biasotti del centrodestra (48%). Gianmario Spacca del centrosinistra si conferma con il 53% nelle Marche e Vito De Filippo (Pd) vince in Basilicata con il 62% su Nicola Pagliuca del Pdl (27%).
''Il Pdl e' l'unico partito che ha resistito allo tsunami sollevato dalla Lega. E' la sinistra che e' andata a picco, e' andata ko. Adesso facciamo le riforme'', dichiara Umberto Bossi. Per Pierluigi Bersani, segretario del Pd, che alla vigilia aveva fissato la propria asticella elettorale proprio a sette regioni a sei a favore del centrosinistra, ''l'inversione di tendenza c'e' stata e lo si vede dal fatto che abbiamo conquistato la maggioranza delle regioni, il voto dimostra anche che siamo avanzati rispetto alle europee''.
Deluso Antonio Di Pietro, leader dell'Idv: ''Questa tornata se la aggiudica il centrodestra. E' arrivato il momento di lanciare una Opa politica per il buon governo nel 2013''.
Soddisfatto si dice invece Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc: ''Siamo decisivi ovunque, dove abbiamo scelto i candidati migliori. Andremo avanti per la nostra strada'' (l'Udc ha appoggiato la Polverini nel Lazio ma ne' Cota in Piemonte ne' Vendola in Puglia).
Un'ultima annotazione riguarda le liste promosse dal comico Beppe Grllo che si attestano sulla media nazionale del 3, 4% con punte dell'8,3% in Emilia Romagna e dell'oltre 3% anche in Piemonte.
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