Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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Ministri, nipoti e figli d’arte promossi e bocciati in Italia

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Il ministro Mara Carfagna eletta in Campania con 55mila preferenze Dal Piemonte alla Calabria è un lungo elenco di promossi eccellenti e altrettanto eccellenti bocciati. Conquistano una poltrona da consigliere regionale astrofisici di fama internazionale come Margherita Hack e figli d’arte come Renzo Bossi, ma restano senza neanche uno strapuntino critici mediatici come Vittorio Sgarbi. Partendo dal Nord non sono poche le sorprese nel Piemonte, dove ha vinto di misura la Lega di Roberto Cota. Nel nuovo consiglio regionale non entra una nutrita pattuglia di ex uomini della Bresso dal vicepresidente Paolo Peveraro al responsabile della cultura Gianni Oliva. Fuori anche gli ex assessori Daniele Borioli, Luigi Sergio Ricca e Andrea Bairati. Silurato un “veterano” come l’ex assessore dc Giampiero Leo, passato da anni al fronte del centrodestra. In Lombardia il nome più celebre tra le new entry è quello di Renzo Bossi che da “trota” è stato promosso consigliere al Pirellone. Carriera lampo anche per Nicole Minetti, l’ormai celebre igienista dentale, miracolata da un incontro con Silvio Berlusconi al San Raffaele. Tra gli eletti l’uscente Giancarlo Abelli, marito di Rosanna Gariboldi, finita in carcere nell’ambito dell’inchiesta Santa Giulia. Nel Veneto delle venti poltrone finite alla Lega il bocciato più conosciuto è l’esponente verde Gianfranco Bettin. In Liguria il bocciato più importante è il segretario cittadino del Pdl Gianfranco Gadolla, un imprenditore fratello del primo rapito delle Br.

Nella Toscana che ha eletto presidente l’assessore alla Sanità Enrico Rossi due esclusioni importanti nel campo del centrosinistra: il presidente del Consiglio comunale di Firenze Eugenio Giani e il segretario metropolitano del Pd Simone Naldoni. Anche in Emilia Romagna si segnalano due “silurati” di peso: il vicesindaco della giunta Delbono Claudio Merighi e il giornalista, ex Radio Belva, Gustavo Selva. Il tornado Polverini, l’unica candidata che “polverizza” gli avversari, rivoluzionerà il consiglio regionale del Lazio. Lunga la lista degli uscenti rimandati alle loro antiche occupazioni con un grave problema per il bilancio della “Pisana” che dovrà rivedere il budget per le liquidazioni. Tra i nomi nuovi quelli di Isabella Rauti, moglie del sindaco Alemanno ma come afferma lei stessa “innanzitutto figlia d’arte”, e dell’astrofisica Margherita Hack. ll record delle preferenze va a Mario Brozzi, ex medico della Roma. Entrano in consiglio anche l’ex presidente Francesco Storace e il figlio dello “squalo” Vittorio Sbardella, Pietro, eletto nell’Udc. Il bocciato più famoso è Vittorio Sgarbi, lo stesso che si era detto certo di raccogliere il 12 per cento dei voti. In Umbria ce la fa la transfuga Paola Binetti, passata in un amen dal Pd a Casini. Nelle Marche, dove ha vinto il centrosinistra, si affacciano anche due consiglieri leghisti Enzo Marangoni e Roberto Zaffini, detto Zaffo

Molti nomi famosi nel consiglio regionale della Campania. Record di preferenze, oltre 55mila, per il ministro Mara Carfagna che preferisce però restare al governo a Roma. Conferme nel fronte Pdl per Sandra Lonardo Mastella e per Roberto Conte, condannato in primo grado per associazione camorristica. Eletta anche Alessandra Mussolini. Non ce l’ha invece fatta Angelo Gava, figlio e nipote della stirpe. Nella Puglia di Nichi Vendola, il fatto politico più significativo è l’esclusione del terzo incomodo Adriana Poli Bortone che è riuscita a far perdere il candidato di Fitto Rocco Palese ma non ha superato lo sbarramento del fuoco amico degli alleati Udc. Sempre in Puglia da segnalare l’elezione a sindaci a Margherita di Savoia di Gabriella Carlucci e ad Andria dell’avvocato Nicola Giorgino, fratello del più celebre anchorman Francesco. In Calabria e Basilicata non ci sarà neanche una donna. In Lucania ha raccolto un buon 8,7 per cento lo scrittore e giornalista Magdi Cristiano Allam. Nella Calabria strappata dal Pdl al centrosinistra ci saranno, unica consolazione per il segretario Paolo Ferrero sonoramente battuto in Campania, due consiglieri di Rifondazione.

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